Samuel Clarke
Teologo e filosofo inglese, amico di Newton, che cercò di dimostrare con la ragione l'esistenza di un essere necessario.
La sua vita
Teologo e filosofo inglese (1675-1729), rettore di St James's a Piccadilly, amico e difensore di Newton. Tenne le Boyle Lectures del 1704-1705 e cercò di dimostrare con la ragione l'esistenza di un essere necessario. Con Leibniz intrattenne una celebre corrispondenza (1715-1716) su Dio, lo spazio e il tempo.
Le sue opere
Argomento cosmologico: qualcosa è esistito da sempre, dunque esiste un essere indipendente e necessario.
Esamina ciò che la Scrittura dice della Trinità, in un modo che la Chiesa d'Inghilterra contestò.
Dibattito con Leibniz sullo spazio, il tempo e l'azione di Dio nel mondo.
Cosa ha scritto
« Innanzitutto, è dunque assolutamente e innegabilmente certo che qualcosa è esistito da tutta l'eternità. »
« Infatti, poiché ora qualcosa esiste, è evidente che qualcosa è sempre esistito; altrimenti le cose che ora esistono sarebbero state prodotte dal nulla, assolutamente e senza causa, il che è una palese contraddizione in termini. »
Posizioni
clicca su una riga per vedere la provaDall'esistenza di qualcosa di eterno egli risale a un primo essere necessario, intelligente e libero.
Clarke, A Demonstration of the Being and Attributes of God (1705)
La coscienza non può appartenere alla materia: l'anima pensante è una sostanza immateriale.
Clarke, A Letter to Mr. Dodwell (1706)
Contro Leibniz difende un reale potere di scegliere: la volontà non è mossa come un peso su una bilancia.
Leibniz-Clarke Correspondence (1717)
Il bene e il male poggiano su «convenienze» eterne delle cose, tanto necessarie e oggettive quanto le verità matematiche.
Clarke, A Discourse of Natural Religion (1706)
La rivelazione deve accordarsi con la ragione: la religione naturale è dimostrabile, e la rivelazione la conferma.
Clarke, A Discourse of Natural Religion (1706)