Richard Swinburne
L'esistenza di Dio è la spiegazione più semplice dell'universo, del suo ordine e della coscienza.
La sua vita
Richard Swinburne (nato nel 1934), filosofo britannico, è stato professore di filosofia della religione a Oxford. Difende l'esistenza di Dio attraverso un argomento cumulativo: l'esistenza dell'universo, il suo ordine e la coscienza sono spiegati meglio da un Dio personale che da qualsiasi altra ipotesi. Si serve di strumenti probabilistici (il teorema di Bayes) e ha scritto anche sul male, sulla risurrezione e sull'anima.
Le sue opere
Sostiene che l'idea di un Dio personale è coerente.
Un argomento cumulativo, fondato sulla probabilità, a favore di Dio.
Propone una teodicea: perché Dio permette il male.
Cosa ha scritto
« La tesi di questo libro è che il teismo fornisca di gran lunga la spiegazione più semplice di tutti i fenomeni. »
« Intendo dunque per «teodicea» non un resoconto delle ragioni effettive che Dio ha per permettere che si verifichi uno stato negativo, ma un resoconto delle sue ragioni possibili (cioè le ragioni che Dio ha per permettere che lo stato negativo si verifichi, siano o meno quelle che lo motivano). »
Posizioni
clicca su una riga per vedere la provaIl teismo è la spiegazione più semplice dell'universo, del suo ordine e della coscienza umana; l'argomento cumulativo rende Dio più probabile che no.
Swinburne, The Existence of God (1979, 2nd ed. 2004)
Dualismo delle sostanze: l'anima è distinta dal corpo, e le neuroscienze non possono spiegare la vita cosciente senza di essa.
Swinburne, The Evolution of the Soul (1986)
Gli esseri umani hanno un libero arbitrio libertario: le nostre scelte non sono interamente causate da stati precedenti, e ciò fonda la responsabilità.
Swinburne, The Evolution of the Soul (1986); Responsibility and Atonement (1989)
Le verità morali sono oggettive e necessarie, valgono indipendentemente da ciò che chiunque pensi, anche se Dio aggiunge obblighi ulteriori.
Swinburne, The Christian God (1994); Providence and the Problem of Evil (1998)
Le prove razionali sostengono la fede: la ragione valuta gli argomenti a favore di Dio, e la rivelazione può poi essere giudicata alla luce di essa.
Swinburne, Faith and Reason (1981)