Due magisteri che non si sovrappongono
NOMA (magisteri non sovrapponibili)
Quindi non dovrebbe esistere alcun conflitto tra scienza e religione: ciascuna ha il proprio magistero legittimo, e questi magisteri non si sovrappongono.
La scienza risponde alle questioni di fatto, la religione a quelle di senso e di valore: nessuna domanda riceve due risposte concorrenti.
«Due magisteri che non si sovrappongono» è un argomento di Stephen Jay Gould («Nonoverlapping Magisteria», 1997; Rocks of Ages, 1999, 1997) sulla domanda «Si deve credere senza prove?» (risposta: due ambiti separati). La sua tesi: Quindi non dovrebbe esistere alcun conflitto tra scienza e religione: ciascuna ha il proprio magistero legittimo, e questi magisteri non si sovrappongono. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P2, P3). AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 0 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.
Nell'ottobre 1996 papa Giovanni Paolo II difende davanti alla Pontificia Accademia delle Scienze sia le prove dell'evoluzione sia la sua compatibilità con la dottrina cattolica, e la stampa mondiale ne fa i suoi titoli di apertura. Gould, paleontologo e darwiniano, vi vede l'occasione di porre fine a una guerra che giudica inutile. Propone una regola semplice: scienza e religione hanno ciascuna un ambito di autorità, un «magistero», e questi due ambiti non si sovrappongono. Quindi non c'è motivo di conflitto. Aggiunge che la religione non detta i fatti e che la scienza non ha alcun vantaggio sui valori.
clicca su una premessa per rifiutarla
Senza la premessa implicita: Senza P2 e P3, il computer trova un caso in cui la scienza tratta dei fatti, la religione dei valori, e tuttavia c'è un conflitto (ad esempio se un testo religioso afferma un fatto che la scienza nega).
Obiezioni
3Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.
Richard Dawkins 2006 · attacca la premessa 2Dawkins rifiuta il NOMA. Le religioni fanno affermazioni sul mondo: un universo in cui esiste un'intelligenza creatrice soprannaturale è un universo diverso da quello in cui non esiste. Che Dio esista o no è dunque una questione scientifica, anche se non si può ancora dirimerla. La religione non può rifugiarsi nel solo ambito dei valori.
senza risposta
Dawkins rifiuta il NOMA. Le religioni fanno affermazioni sul mondo: un universo in cui esiste un'intelligenza creatrice soprannaturale è un universo diverso da quello in cui non esiste. Che Dio esista o no è dunque una questione scientifica, anche se non si può ancora dirimerla. La religione non può rifugiarsi nel solo ambito dei valori.
David Hume 1748 · attacca la premessa 2Le religioni raccontano miracoli, cioè eventi nel mondo che violerebbero le leggi di natura. Questi racconti sono affermazioni di fatto: si possono soppesare con l'esperienza, come fa Hume. La religione si sovrappone dunque all'ambito dei fatti, e lì può essere giudicata.
senza risposta
Le religioni raccontano miracoli, cioè eventi nel mondo che violerebbero le leggi di natura. Questi racconti sono affermazioni di fatto: si possono soppesare con l'esperienza, come fa Hume. La religione si sovrappone dunque all'ambito dei fatti, e lì può essere giudicata.
Alvin Plantinga 2011 · attacca la conclusionePlantinga, credente e filosofo, rifiuta anch'egli la separazione, ma per una ragione diversa da quella di Dawkins. Per lui, la fede cristiana afferma che Dio ha creato il mondo e agisce in esso. Il teismo dice dunque qualcosa sul mondo di cui si occupa la scienza. Egli ritiene che scienza e teismo siano in profondo accordo, e che il vero conflitto opponga la scienza al naturalismo, non alla religione.
senza risposta
Plantinga, credente e filosofo, rifiuta anch'egli la separazione, ma per una ragione diversa da quella di Dawkins. Per lui, la fede cristiana afferma che Dio ha creato il mondo e agisce in esso. Il teismo dice dunque qualcosa sul mondo di cui si occupa la scienza. Egli ritiene che scienza e teismo siano in profondo accordo, e che il vero conflitto opponga la scienza al naturalismo, non alla religione.