DomandeDio esiste?Chi ha progettato il progettista?
Dio esiste?AteismoTeleologico (del disegno)

Chi ha progettato il progettista?

Il gambit del Boeing 747 definitivo

Richard Dawkins nato nel 1941La selezione naturale spiega il disegno apparente; un Dio creatore sarebbe ancora più improbabile del mondo.
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Che cosa sostiene

Dunque un Dio progettista sarebbe estremamente improbabile: è quasi certo che non esista. «Dio è il Boeing 747 definitivo.»

Perché

Un progettista dell'intero universo sarebbe a sua volta molto complesso, dunque molto improbabile, e postularlo non spiega nulla.

La stessa idea attraverso la storia
David Hume1779Nei Dialoghi (parte IV), Filone si chiede già: se l'ordine del mondo richiede come causa un'intelligenza, che cosa causa l'ordine di quell'intelligenza?
Fred Hoyle1981Un'immagine attribuita all'astronomo (riportata dalla rivista Nature nel 1981): che la vita nasca per caso è tanto probabile quanto un tornado che, attraversando una discarica di rottami, assemblasse un Boeing 747. Viene poi usata a sostegno dell'idea di un'intelligenza dietro la vita.
Richard Dawkins2006Dawkins rovescia l'immagine: un progettista abbastanza potente da creare l'universo sarebbe a sua volta il Boeing 747 più improbabile di tutti.
In breve

«Chi ha progettato il progettista?» è un argomento di Richard Dawkins (L'illusione di Dio, 2006, cap. 4, 2006) sulla domanda «Dio esiste?» (risposta: ateismo). La sua tesi: Dunque un Dio progettista sarebbe estremamente improbabile: è quasi certo che non esista. «Dio è il Boeing 747 definitivo.». Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P4). AskPhilosophy presenta 4 obiezioni, 2 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.

L'illusione di Dio, 2006, cap. 4
Valido con una premessa implicita

I credenti dicono spesso: il mondo è troppo ben fatto per essere nato per caso, dunque ci deve essere un progettista. Richard Dawkins, biologo, rovescia l'argomento. Se la complessità richiede una spiegazione, allora un Dio capace di progettare ogni cosa, essendo ancora più complesso, ne richiede una ancora più grande. Per lui, questo è l'argomento centrale del suo libro. La selezione naturale, invece, spiega il complesso a partire dal semplice, a poco a poco: è ciò che chiama una «gru», in opposizione a un «gancio celeste» (skyhook) calato dal nulla.

P1Se Dio esiste, è il progettista dell'universo, ed è il primo: nessun processo graduale (come l'evoluzione) lo ha prodotto.
P2Un progettista capace di progettare e governare l'intero universo sarebbe almeno tanto complesso quanto ciò che progetta.
P3Un essere molto complesso che nulla ha costruito a poco a poco è estremamente improbabile. Postularlo non spiega nulla: avrebbe a sua volta bisogno di essere spiegato.
P4 · premessa implicitaQuesta misura dell'improbabilità, tratta dalle cose materiali, vale anche per una mente senza corpo come Dio.
Dunque un Dio progettista sarebbe estremamente improbabile: è quasi certo che non esista. «Dio è il Boeing 747 definitivo.»

clicca su una premessa per rifiutarla

Se accetti tutte le premesse, la logica ti obbliga ad accettare la conclusione. Il dibattito riguarda dunque le premesse.
Verificato da un solutore logico: è impossibile che tutte le premesse siano vere e la conclusione falsa.
Senza la premessa implicita: Senza P4, il computer trova un caso in cui Dio è complesso e primo, improbabile secondo la misura delle cose materiali, ma non per questo improbabile: ad esempio un essere necessario, a cui questa misura non si applica.
Valido con P4, che Dawkins non enuncia ma presuppone. I critici prendono di mira soprattutto P2 (Dio è davvero complesso?), P3 (bisogna spiegare una spiegazione prima di accettarla?) e P4 (si può calcolare la probabilità di Dio come quella di un oggetto materiale?).
Analogia. Un allievo chiede da dove venga un orologio molto preciso. Gli si risponde: «da un robot orologiaio ancora più sofisticato, uscito dal nulla». Ha ragione a sentire che la domanda si è solo spostata più indietro, ed è cresciuta.

Obiezioni

4

Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.

Alvin Plantinga 2007 · attacca la premessa 2

Secondo la teologia classica (Tommaso d'Aquino), Dio è semplice. E anche secondo la definizione di Dawkins, è complesso ciò che ha parti disposte in modo improbabile. Ora, Dio è uno spirito, non un oggetto materiale: non ha parti. Non è dunque complesso nel senso di Dawkins.

Dawkins risponde
Richard Dawkins 2006 · Risposta anticipata di Dawkins (scritta prima, contro la tesi della semplicità di Dio)
Un Dio che sorveglia e controlla in ogni istante ogni particella dell'universo, e nello stesso tempo ascolta le preghiere di ogni essere umano, non può essere semplice. La sua esistenza richiede di per sé una spiegazione enorme.
William Lane Craig 2009
Dawkins confonde Dio con ciò a cui Dio pensa. Un pensiero che verte su miliardi di cose non è fatto di miliardi di pezzi. Una mente senza corpo non ha parti, anche se conosce moltissimo.
Il dibattito continua (nostra sintesi) Il dibattito continua su un punto: una mente che sa tutto contiene una quantità enorme di informazione? I difensori di Dawkins rispondono di sì, e che «senza parti» non significa «semplice» nel senso in cui gli scienziati confrontano le ipotesi. I teisti rispondono che la complessità di un sapere non è quella di un meccanismo.
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Il disaccordo di fondo riguarda il senso di «semplice»: senza parti (il senso della teologia classica) o scarsa quantità di informazione (il senso delle scienze). Le due parti non concordano su questo punto, e la discussione non è chiusa.
Richard Swinburne 2007 · attacca la premessa 2

Postulare un unico essere, dotato di qualità illimitate (onnipotente, onnisciente, perfettamente libero), è un'ipotesi semplice in sé: del resto gli scienziati, a parità di altre condizioni, preferiscono una quantità infinita a una quantità finita molto grande. Che un'ipotesi sia semplice si vede esaminandola in se stessa, non contando ciò che spiega. E una mente non è un cervello: io, essere semplice, controllo un cervello molto più complicato di me.

Dawkins risponde
Richard Dawkins 2023
Dopo un dibattito pubblico con Swinburne alla Royal Institution (Londra, giugno 2023), Dawkins mantiene la sua posizione: qualunque sia il senso teologico della «semplicità divina», Swinburne prende «semplice» nel senso scientifico, ed è questo, dice, a rendere assurdo il suo argomento. In tal senso, come scriveva già nel 2006, un Dio che controlla ogni particella non può essere semplice.
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Swinburne conta la semplicità dell'ipotesi stessa (pochi postulati, nessun limite arbitrario); Dawkins la misura in base a ciò che Dio dovrebbe compiere. Questi due sensi di «semplice» non sono stati conciliati.
Alvin Plantinga 2007 · attacca la premessa 4

Perché un essere complesso dovrebbe essere improbabile? Ciò vale se tutto è fatto di particelle (materialismo); ma assumere il materialismo per dimostrare che Dio non esiste significa assumere ciò che si vuole dimostrare. Per la teologia classica, Dio è un essere necessario: se esiste in tutti i mondi possibili, la probabilità che esista è 1.

senza risposta
Non abbiamo ancora individuato una risposta diretta di Dawkins nei suoi testi.
Il dibattito continua (nostra sintesi) Non abbiamo trovato una risposta diretta di Dawkins su questo punto. I suoi difensori replicano che dire «Dio è necessario» non risolve nulla finché non si è mostrato che un simile essere è possibile: altrimenti si potrebbe dichiarare necessaria qualsiasi cosa. La questione si sposta allora sull'argomento ontologico.
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Punto aperto: non abbiamo trovato alcuna risposta pubblicata di Dawkins su questo punto. Il disaccordo di fondo riguarda la possibilità di un essere necessario; darla per scontata rimanda all'argomento ontologico.
William Lane Craig 2009 · attacca la premessa 3

Per riconoscere che una spiegazione è la migliore non occorre spiegare la spiegazione. Gli archeologi che trovano punte di freccia concludono a ragione che siano opera di esseri umani, anche se non sanno chi fossero né da dove venissero. Altrimenti nessuna scienza potrebbe progredire: ogni spiegazione ne richiederebbe un'altra, all'infinito.

senza risposta
Non abbiamo ancora individuato una risposta diretta di Dawkins nei suoi testi.
Il dibattito continua (nostra sintesi) Plantinga fa la stessa osservazione nella sua recensione (l'esempio dei trattori trovati su un altro pianeta). I difensori di Dawkins rispondono che nel caso degli archeologi si sa già che gli esseri umani esistono e come fabbricano le punte di freccia; nel caso di Dio, si porrebbe un essere che non si conosce in nessun altro modo, più improbabile di ciò che spiega. La discussione verte allora sul peso che si deve dare alla semplicità di una spiegazione.
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Punto aperto: non abbiamo trovato alcuna risposta pubblicata di Dawkins a questo esempio. Il disaccordo di fondo riguarda il ruolo della semplicità: bisogna poter spiegare una spiegazione per accettarla?