DomandeDio esiste?Un po' di filosofia allontana da Dio, molta vi riconduce
Dio esiste?TeismoTeleologico (del disegno)

Un po' di filosofia allontana da Dio, molta vi riconduce

Francesco Bacone 1561 · 1626Sapere è potere: osservare e sperimentare.
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Che cosa sostiene

Dunque l'universo non è privo di mente: è governato da una Provvidenza divina. Per questo la filosofia, quando va in fondo alle cose, riconduce a Dio.

Perché

Uno sguardo superficiale vede cause sparse; uno sguardo più profondo le trova legate in una catena ordinata, che non può venire dal caso.

In breve

«Un po' di filosofia allontana da Dio, molta vi riconduce» è un argomento di Francesco Bacone (Saggi, «Sull'ateismo» (1612, rivisto nel 1625)) sulla domanda «Dio esiste?» (risposta: teismo). La sua tesi: Dunque l'universo non è privo di mente: è governato da una Provvidenza divina. Per questo la filosofia, quando va in fondo alle cose, riconduce a Dio. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P3). AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 0 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.

Saggi, «Sull'ateismo» (1612, rivisto nel 1625)
Valido con una premessa implicita

È una delle frasi più citate di Bacone: «un po' di filosofia inclina la mente dell'uomo all'ateismo, ma la profondità nella filosofia riconduce le menti alla religione». Presa da sola, è un'osservazione sulle persone, non una prova: dice che cosa accade alle menti, non che cosa è vero. Del resto lo stesso Bacone annovera i «tempi colti», di pace e prosperità, tra le cause dell'ateismo. Ma dà subito una ragione, e questa ragione è un argomento: studiando la natura, dapprima si vedono soltanto cause sparse; andando più a fondo, si scopre che formano un'unica catena ordinata, e un simile ordine non può venire dal caso. È questo argomento, della famiglia del disegno, che ricostruiamo qui. Classificazione: difende una Provvidenza che governa il mondo, quindi il teismo.

P1Uno studio superficiale vede soltanto cause «sparse»; uno studio approfondito scopre che sono legate tra loro in un'unica catena ordinata.
P2Un ordine e una bellezza simili non possono venire dal caso: Bacone giudica «mille volte più credibile» che un mondo di elementi ben disposti faccia a meno di Dio, piuttosto che atomi gettati senza ordine abbiano prodotto questo mondo senza un «maresciallo divino».
P3 · premessa implicitaSe l'ordine del mondo non viene dal caso, viene da una mente che l'ha voluto: non c'è una terza possibilità.
Dunque l'universo non è privo di mente: è governato da una Provvidenza divina. Per questo la filosofia, quando va in fondo alle cose, riconduce a Dio.

clicca su una premessa per rifiutarla

Se accetti tutte le premesse, la logica ti obbliga ad accettare la conclusione. Il dibattito riguarda dunque le premesse.
Verificato da un solutore logico: è impossibile che tutte le premesse siano vere e la conclusione falsa.
Senza la premessa implicita: Senza P3, il computer trova un caso in cui le cause formano una catena ordinata e quest'ordine non viene dal caso, ma da qualcosa di diverso da una mente (leggi della materia, selezione naturale): allora non c'è Provvidenza.
Valido con P3, e ogni premessa è indispensabile. La celebre frase non è che la conclusione psicologica; il vero peso dell'argomento poggia su P2 (il caso non può produrre questo ordine) e su P3 (caso o mente, nient'altro). Bacone non giustifica P3: suppone che queste siano le uniche due spiegazioni. Eppure la sua stessa frase ne evoca una terza: elementi «collocati come si deve, da tutta l'eternità», che egli giudica più credibili degli atomi, senza soffermarvisi. È qui che colpiscono le obiezioni moderne: può un ordine nascere da un processo che non è né puro caso né un piano?
Analogia. Dapprima vedi alcuni pezzi d'orologeria sparsi su un tavolo: nulla obbliga a pensare a un orologiaio. Poi scopri che combaciano tutti e fanno girare le lancette. Bacone dice: la scienza è scoprire che il mondo è un orologio montato, non un mucchio di pezzi.

Obiezioni

3

Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.

Diderot (un ateo immaginario, nei Pensieri filosofici) 1746 · attacca la premessa 2

Se la materia si muove da sempre, ha provato un numero infinito di combinazioni. Anche se un mondo ordinato è molto improbabile a ogni lancio, su un'infinità di lanci prima o poi esce, come centomila sei con centomila dadi se si gioca abbastanza a lungo. Ciò che dovrebbe stupirci è piuttosto che non sia mai uscito.

senza risposta
Nessuna risposta possibile: obiezione formulata nel 1746, dopo la morte dell'autore (1626).
Il dibattito continua (nostra sintesi) Bacone giudicava già l'ipotesi atomista «mille volte» meno credibile di un mondo ben ordinato senza Dio, ma senza discutere l'argomento del tempo infinito. I difensori del disegno rispondono che il mondo non sarebbe eterno (la fisica attuale gli attribuisce un'età) e che un caso che spiega tutto non spiega più nulla. Nello stesso libro, il narratore di Diderot ritiene ancora che la fisica sperimentale fornisca le migliori prove di un'intelligenza suprema.
Hume (Filone, nei Dialoghi) 1779 · attacca la premessa 3

Non ci sono solo il caso e la ragione. Conosciamo altri princìpi d'ordine nella natura: la generazione e la vegetazione. Una pianta o un animale producono un ordine ammirevole senza alcun disegno. E il mondo somiglia più a un animale o a una pianta che a una macchina: la sua origine potrebbe dunque essere una sorta di generazione piuttosto che una mente.

senza risposta
Nessuna risposta possibile: obiezione formulata nel 1779, dopo la morte dell'autore (1626).
Il dibattito continua (nostra sintesi) Nel dialogo, Demea chiede come operi questa «generazione» e da dove verrebbe il suo ordine, se non da un disegno. Filone replica che la ragione non è spiegata meglio, e che un albero dà ordine all'albero che nasce da lui senza conoscere quell'ordine. Cleante ammette di non poter rispondere sul momento. Hume conosceva la frase di Bacone: la fa citare a Cleante all'inizio dei Dialoghi.
Bertrand Russell 1927 · attacca la premessa 3

Dopo Darwin, comprendiamo perché gli esseri viventi sono adattati al loro ambiente: non è l'ambiente a essere stato fatto per loro, ma sono loro a essersi adattati a esso. La selezione naturale non è né puro caso né un piano: produce l'apparenza del disegno senza disegno.

senza risposta
Nessuna risposta possibile: obiezione formulata nel 1927, dopo la morte dell'autore (1626).
Il dibattito continua (nostra sintesi) L'argomento di Bacone non riguarda anzitutto i viventi, ma la catena delle cause in tutta la natura. I difensori attuali del disegno spostano dunque la questione verso le leggi stesse della fisica e la regolazione fine delle loro costanti, che la selezione naturale non spiega.