DomandeDio esiste?Contro l'argomento del disegno
Dio esiste?L'agnosticismoTeleologico (del disegno)

Contro l'argomento del disegno

David Hume 1711 · 1776Né la causalità né l'induzione si possono dimostrare: ci guida l'abitudine.
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Che cosa sostiene

Dunque l'ordine del mondo non prova l'esistenza del Dio delle religioni: suggerisce, al meglio, una causa vagamente simile a un'intelligenza.

Perché

Un'analogia è forte solo se i casi si somigliano, e l'universo somiglia molto poco a una macchina fabbricata da un essere umano.

In breve

«Contro l'argomento del disegno» è un argomento di David Hume (Dialoghi, II e V) sulla domanda «Dio esiste?» (risposta: l'agnosticismo). La sua tesi: Dunque l'ordine del mondo non prova l'esistenza del Dio delle religioni: suggerisce, al meglio, una causa vagamente simile a un'intelligenza. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P3). AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 3 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.

Dialoghi, II e V
Valido con una premessa implicita

L'argomento del disegno dice: il mondo è ordinato come una macchina, dunque ha un progettista. Hume, per bocca di Filone, non pretende che Dio non esista. Mostra che questo argomento dà, al meglio, un'ipotesi, e nulla sul Dio delle religioni.

P1Una conclusione tratta per analogia è forte solo se i casi si somigliano molto: più differiscono, più si indebolisce.
P2Ora, l'universo somiglia molto poco a una casa o a una macchina fatta da un essere umano.
P3 · premessa implicitaUn'analogia debole dà una congettura, non una prova.
P4Anche ammettendo un progettista, nulla nel mondo ci dice se sia unico, perfetto, buono o ancora vivo.
Dunque l'ordine del mondo non prova l'esistenza del Dio delle religioni: suggerisce, al meglio, una causa vagamente simile a un'intelligenza.

clicca su una premessa per rifiutarla

Se accetti tutte le premesse, la logica ti obbliga ad accettare la conclusione. Il dibattito riguarda dunque le premesse.
Verificato da un solutore logico: è impossibile che tutte le premesse siano vere e la conclusione falsa.
Senza la premessa implicita: Senza P3, il computer trova un caso in cui l'analogia è debole e tuttavia proverebbe lo stesso: bisogna dunque dire che un'analogia debole produce soltanto una congettura.
Valido con P3. La conclusione ha due parti indipendenti: P1, P2 e P3 tolgono all'argomento la sua forza di prova; P4 gli toglie il suo oggetto, il Dio unico e perfetto. Bisognerebbe confutarle entrambe per salvare l'argomento così com'è.
Analogia. Vedere una casa e concluderne l'esistenza di un architetto è sicuro: abbiamo visto costruire migliaia di case. Vedere l'universo e concluderne l'esistenza di un architetto significa giudicare un oggetto unico, che nessuno ha mai visto nascere.

Obiezioni

3

Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.

C
Cleante (nel dialogo) attacca la premessa 3

Non c'è bisogno di un ragionamento dotto: guardate un occhio, e l'idea di un progettista s'impone con la forza di una sensazione. Sono le obiezioni a essere astratte e artificiose.

Hume risponde
Hume Nel dialogo
Nel dialogo Filone non risponde sul momento: il narratore lo dice «imbarazzato e confuso». Alla fine del libro, concede soltanto che la causa dell'ordine presenti «qualche remota analogia» con l'intelligenza umana.
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Nel testo la risposta resta incompiuta: Filone non è confutato ma non insiste, e la sua concessione finale è volutamente vaga. Il dialogo non indica alcun portavoce, e i commentatori discutono ancora di ciò che Hume stesso pensasse.
William Paley (l'orologio) 1802 · attacca la premessa 4

Se trovo un orologio in un campo, concludo che esiste un orologiaio, anche se è imperfetto e anche se non ho mai visto fabbricare un orologio. L'imperfezione, o l'ignoranza dell'artefice, non toglie nulla alla prova del disegno.

Hume risponde
sintesi: il suo testo non è ancora nel nostro corpus
Nessuna risposta possibile: obiezione formulata nel 1802, dopo la morte dell'autore (1776).
John Stuart Mill 1874
Riassunto: Mill non segue Hume su tutto: come Paley, ritiene che gli adattamenti degli esseri viventi siano un indizio serio a favore di un disegno. Ma su questo punto preciso si avvicina a Hume: tale indizio non conduce al Dio delle religioni. Indica piuttosto un progettista dal potere limitato, che lavora con materiali e forze che non ha creato. Il mondo non permette di concludere che egli sia onnipotente né perfetto.
Richard Swinburne 2004
Riassunto: Swinburne sostiene che, tra le ipotesi su un progettista, la più semplice sia quella di un essere senza limiti (potere e sapere illimitati): porre un limite preciso significherebbe aggiungere una cifra arbitraria. A parità di spiegazione, si deve preferire l'ipotesi più semplice.
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Mill e Swinburne divergono su ciò che l'ordine del mondo permette di attribuire al progettista: un potere limitato (ciò che il mondo mostra, secondo Mill) o illimitato (l'ipotesi più semplice, secondo Swinburne). Il disaccordo di fondo riguarda la nozione di semplicità e il peso della sofferenza e delle imperfezioni in questa inferenza.
Argomento della sintonizzazione fine (Swinburne, Collins) 1979 · attacca la premessa 2

Non bisogna confrontare l'universo a una casa, ma calcolare delle probabilità: le costanti fisiche che permettono la vita sono così improbabili per caso che un progettista diventa la spiegazione più probabile.

Hume risponde
sintesi: il suo testo non è ancora nel nostro corpus vedi l'argomento
Nessuna risposta possibile: obiezione formulata nel 1979, dopo la morte dell'autore (1776).
E
Elliott Sober 2004
Riassunto: Sober concede all'obiezione che occorra ragionare in termini di probabilità, e giudica persino che le critiche di Hume fondate sull'analogia non colpiscano questa versione. Ma sostiene che non si possa dire che la sintonizzazione fine sia più probabile se esiste un progettista, finché non si dispone di informazioni indipendenti sugli scopi e sui mezzi di tale progettista. Si ricollega così al dubbio di Hume su ciò che si può sapere del progettista.
Richard Swinburne 2004
Riassunto: Swinburne sostiene che un Dio perfettamente buono abbia ragioni per creare un universo ordinato che ospiti esseri coscienti. Un tale universo è dunque ciò che ci si può attendere se Dio esiste: si dispone di una ragione di partenza sui suoi scopi.
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Il disaccordo di fondo riguarda la possibilità di sapere, prima di osservare il mondo, che cosa un Dio vorrebbe creare. I difensori della sintonizzazione fine invocano ragioni di bontà; i loro critici chiedono che tali ipotesi sugli scopi di Dio siano sostenute indipendentemente dai fatti da spiegare. Il seguito è nell'argomento di Collins.