Paul Ricœur
Siamo gli stessi in due modi: per il nostro carattere e per la parola mantenuta; il racconto della nostra vita tiene insieme i due aspetti.
La sua vita
Paul Ricœur (1913-2005), nato a Valence, insegnò a Strasburgo, a Parigi-Nanterre e a Chicago. Filosofo della fenomenologia e dell'ermeneutica, studiò il volontario e l'involontario, il male, il simbolo, il racconto e la memoria. In Sé come un altro (1990) sostiene che l'identità personale si colloca tra il carattere e la parola mantenuta, e si dice nella forma del racconto.
Le sue opere
Analizza come la libertà si eserciti attraverso il corpo, il carattere e l'inconscio.
Legge la psicoanalisi come un'ermeneutica del senso nascosto.
Mostra che il racconto dà forma all'esperienza del tempo.
Distingue due identità, il carattere (idem) e la parola mantenuta (ipse).
Cosa ha scritto
« Se risaliamo all'intenzione che essi [Marx, Nietzsche e Freud] avevano in comune, vi troviamo la decisione di considerare innanzitutto la coscienza nel suo insieme come coscienza «falsa». »
Posizioni
clicca su una riga per vedere la provaCredente protestante, tenne la sua filosofia distinta dalla sua fede, che trattava come una convinzione e non come una prova.
Ricœur, Soi-même comme un autre (1990)
Non raggiungiamo alcuna certezza assoluta su noi stessi, solo una «attestazione», una fiducia che può essere scossa.
Ricœur, Soi-même comme un autre (1990)
La libertà è reale ma incarnata: scegliamo all'interno di ciò che non abbiamo scelto (corpo, carattere, inconscio).
Ricœur, Le Volontaire et l'Involontaire (1950)
L'aspirazione a una vita buona con e per gli altri viene per prima; le norme morali vengono dopo e richiedono saggezza pratica.
Ricœur, Soi-même comme un autre (1990)