DomandeDio esiste?La terza via: il contingente e il necessario
Dio esiste?TeismoCosmologico

La terza via: il contingente e il necessario

Tommaso d'Aquino 1225 · 1274La fede e la ragione non possono contraddirsi.
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Che cosa sostiene

Dunque esiste un essere necessario per se stesso, che tutti chiamano Dio.

Perché

Se tutto potesse non esistere, ci sarebbe stato un momento in cui nulla esisteva, e allora nulla esisterebbe oggi.

In breve

«La terza via: il contingente e il necessario» è un argomento di Tommaso d'Aquino (Summa theologiae, I, q.2, a.3) sulla domanda «Dio esiste?» (risposta: teismo). La sua tesi: Dunque esiste un essere necessario per se stesso, che tutti chiamano Dio. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P7). AskPhilosophy presenta 5 obiezioni, 3 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.

Summa theologiae, I, q.2, a.3
Valido con una premessa implicita

La prima delle cinque vie (il movimento) riprende il primo motore di Aristotele, e la seconda (le cause) le somiglia molto. La terza, ispirata da Avicenna e Maimonide, parte da un fatto semplice: le cose nascono e muoiono. Se tutto potesse cessare di esistere, come mai esiste ancora qualcosa? (Leibniz, invece, partirà da un principio generale: nulla esiste senza ragione.)

P1Alcune cose nascono e scompaiono: possono esistere o non esistere. Le si dice «contingenti».
P2Ciò che può non esistere, a un certo momento non esiste. Dunque, se tutto fosse contingente, ci sarebbe stato un momento in cui nulla esisteva.
P3Nulla comincia a esistere se non per opera di qualcosa che esiste già. Dunque se, a un certo momento, nulla fosse esistito, nulla esisterebbe oggi.
P4Ora, qualcosa esiste oggi.
P5Dunque non tutto è contingente: esiste almeno un essere necessario. E ogni essere necessario ha la propria necessità o da un altro o da se stesso.
P6Non si può risalire all'infinito tra gli esseri necessari che ricevono la loro necessità da un altro. Come per le cause: senza un primo che regge l'intera catena, nulla regge.
P7 · premessa implicitaUn essere necessario per se stesso, causa della necessità degli altri, è ciò che si chiama Dio (unico, eterno, perfetto).
Dunque esiste un essere necessario per se stesso, che tutti chiamano Dio.

clicca su una premessa per rifiutarla

Se accetti tutte le premesse, la logica ti obbliga ad accettare la conclusione. Il dibattito riguarda dunque le premesse.
Verificato da un solutore logico: è impossibile che tutte le premesse siano vere e la conclusione falsa.
Senza la premessa implicita: Senza P7, il computer trova un caso in cui tutte le altre premesse sono vere e in cui esiste davvero un essere necessario per sé, ma che non è Dio: per esempio la materia, o l'universo stesso, come suggerisce Hume.
La struttura è valida, ma poggia su P7, che Tommaso non giustifica nell'articolo: scrive soltanto «che tutti chiamano Dio». Colma questo salto più avanti, nelle questioni dalla 3 alla 11 della Summa, mostrando che questo essere è semplice, perfetto, unico (e che la sua essenza è esistere). La premessa più attaccata resta P2: da «ogni cosa può cessare di esistere» passa a «tutto ha potuto cessare di esistere nello stesso tempo». I suoi difensori rispondono che Tommaso ragiona su un passato infinito, in cui ogni possibilità finisce per realizzarsi, oppure che esseri che dipendono tutti gli uni dagli altri possono scomparire insieme. Per P6, i suoi difensori precisano che si tratta di una catena di dipendenza «qui e ora» (come una mano che tiene un bastone che spinge una pietra), non di una successione di eventi nel tempo: Tommaso ammetteva che con la sola ragione non si può provare che il mondo abbia avuto un inizio.
Analogia. Immagina una fila di persone che prendono in prestito ciascuna un libro dal proprio vicino. Se nessuno nella fila possiede il libro di suo, nessuno potrebbe prestarlo, eppure il libro circola. Ci deve dunque essere qualcuno che lo ha senza averlo preso in prestito. Resta da stabilire chi sia questo «qualcuno»: è tutto il dibattito su P7.

Obiezioni

5

Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.

O
Obiezione anticipata da Tommaso (q.2, a.3, obiezione 2) attacca la premessa 5

Non c'è bisogno di Dio: tutto ciò che osserviamo si spiega con altri princìpi. Ciò che è naturale si spiega con la natura, ciò che è voluto si spiega con la ragione e la volontà umane.

d'Aquino risponde
d'Aquino
La natura e la volontà umana sono a loro volta mutevoli e possono venir meno. Ora, tutto ciò che muta e può venir meno deve essere ricondotto a un primo principio immobile e necessario per sé.
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Tommaso risponde che la natura e la volontà umana, essendo mutevoli, rinviano a un principio primo. Il dibattito moderno riguarda meno questa risposta che l'argomento nel suo insieme, il quale suppone che non ci si possa fermare a una catena di spiegazioni senza un primo termine: le obiezioni seguenti lo contestano.
L
Logici moderni (in particolare Anthony Kenny) 1969 · attacca la premessa 2

È un errore logico: il fatto che ogni cosa possa cessare di esistere non implica che sia esistito un momento in cui tutte erano cessate nello stesso tempo. Ogni lampadina di un lampadario può bruciarsi, ma si possono sostituire una a una senza che la stanza resti mai al buio.

senza risposta
sintesi: il suo testo non è ancora nel nostro corpus
Nessuna risposta possibile: obiezione formulata nel 1969, dopo la morte dell'autore (1274).
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Diversi commentatori, tra cui Kenny (1969), ritengono che il passaggio da «ogni cosa può non esistere» a «un tempo nulla esisteva» non segua senza una premessa supplementare. I difensori di Tommaso discutono quale sia la giusta lettura della terza via: non abbiamo trattenuto alcuna risposta unica largamente accettata.
Hume (Cleante, nei Dialoghi) 1779 · attacca la premessa 6

In una catena senza fine, ogni elemento è spiegato da quello che lo precede. Chiedere in più una causa per «il tutto» significa inventare un oggetto: riunire delle parti in un tutto è solo un atto della mente. Russell riprenderà l'idea nel 1948: ogni essere umano ha una madre, ma ciò non significa che l'umanità abbia una madre.

d'Aquino risponde
Nessuna risposta possibile: obiezione formulata nel 1779, dopo la morte dell'autore (1274).
William Rowe 1975
Riassunto: Rowe, egli stesso non credente, ritiene tuttavia che l'obiezione non regga. Quando ogni membro di una collezione è spiegato da un altro membro, non ne segue che la collezione sia spiegata: spiegare ogni essere dipendente non spiega perché esistano esseri dipendenti anziché il nulla. Il filo è ripreso nell'argomento di Leibniz.
vedi l'argomento
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Disaccordo di fondo: spiegare ogni parte basta a spiegare l'insieme (Hume, Edwards, Russell), o resta da spiegare perché esistano esseri dipendenti anziché il nulla (Rowe)? Dipende dal principio di ragion sufficiente, che gli uni ritengono evidente e gli altri non dimostrato. Il filo è ripreso nell'argomento di Leibniz.
Hume (Cleante, nei Dialoghi) 1779 · attacca la premessa 7

Anche ammettendo un essere necessario, perché non potrebbe essere lo stesso universo materiale? Non conosciamo tutte le proprietà della materia.

senza risposta
Nessuna risposta possibile: obiezione formulata nel 1779, dopo la morte dell'autore (1274).
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Tommaso stesso prolunga la sua prova per mostrare che l'essere primo non è un corpo (Summa theologiae, I, q. 3, a. 1). Hume obietta appunto che non conosciamo tutte le qualità della materia: il disaccordo di fondo riguarda ciò che si può affermare di un essere «necessario».
Kant 1781 · attacca la premessa 7

Per passare da «esiste un essere necessario» a «è Dio, l'essere perfetto», bisogna ammettere che ogni essere necessario sia l'essere sommamente perfetto. Ora, questa è esattamente l'idea della prova ontologica (dedurre l'esistenza da una definizione), che l'argomento pretendeva di evitare. La prova cosmologica non è che una prova ontologica camuffata.

un difensore risponde
Nessuna risposta possibile: obiezione formulata nel 1781, dopo la morte dell'autore (1274).
B
Bruce Reichenbach difensore dell'argomento · 1972
Sintesi: Reichenbach difende l'argomento dalla contingenza distinguendo la necessità logica dalla necessità fattuale. L'essere necessario di cui l'argomento ha bisogno è un essere che non ha causa e che non può cessare di esistere, senza che la sua esistenza sia dedotta da una semplice definizione. L'obiezione di Kant, che presuppone una necessità logica, non lo raggiungerebbe dunque.
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Kant considera la prova cosmologica una prova ontologica camuffata; i difensori rispondono che essa richiede soltanto una necessità fattuale e non logica. Resta discusso se questo essere necessario sia davvero Dio (perfetto, unico, personale), il che richiede ulteriori passaggi (in Tommaso, il resto della Summa).