George Berkeley
Le cose sensibili esistono solo in quanto percepite: dietro le nostre idee non c'è materia, ci sono solo spiriti.
La sua vita
George Berkeley (1685-1753) è stato un filosofo irlandese e vescovo di Cloyne. Sostenne che le cose sensibili esistono solo in quanto percepite e che dietro le nostre idee non c'è materia, ma soltanto spiriti e Dio che li sostiene. La sua posizione, l'immaterialismo, ha esercitato un'influenza duratura sul pensiero intorno alla percezione e alla realtà del mondo esterno.
Le sue opere
Espone l'immaterialismo: per una cosa sensibile, esistere è essere percepita.
Presenta in forma di dialogo la difesa dell'immaterialismo contro lo scetticismo.
Mostra che la distanza e la profondità si apprendono per mezzo dell'esperienza piuttosto che essere viste direttamente.
Cosa ha scritto
« l'esistenza di un'idea consiste nell'essere percepita »
« Il loro esse è percipi, né è possibile che abbiano alcuna esistenza al di fuori delle menti o delle cose pensanti che le percepiscono. »
« si è dimostrato che uno spirito è l'unica sostanza o supporto in cui possono esistere gli esseri non pensanti o le idee »
Posizioni
clicca su una riga per vedere la provaDio, mente infinita, causa continuamente le idee che percepiamo, e così sostiene il mondo.
Berkeley, Three Dialogues between Hylas and Philonous (1713)
Tutta la nostra conoscenza delle cose proviene dalle idee date dai sensi; essere è essere percepito.
Berkeley, A Treatise concerning the Principles of Human Knowledge (1710)
Presenta la sua tesi come il rimedio allo scetticismo: se le cose sono idee, non possiamo esserne tagliati fuori.
Berkeley, A Treatise concerning the Principles of Human Knowledge, Introduction and §§86-88 (1710)
Esistono soltanto gli spiriti e le loro idee; la materia non esiste. Questo è idealismo, non dualismo materia-mente.
Berkeley, A Treatise concerning the Principles of Human Knowledge (1710)
Gli spiriti sono attivi e fonte dei propri atti, perciò siamo agenti liberi, responsabili di ciò che facciamo.
Berkeley, A Treatise concerning the Principles of Human Knowledge, §§27-28, 145 (1710)