Galileo Galilei
Astronomo e fisico: sostiene che la natura si legga attraverso l'esperienza e la matematica, e che la Scrittura parli della salvezza, non della meccanica dei cieli.
La sua vita
Galileo Galilei (1564-1642), scienziato italiano, perfeziona il cannocchiale e osserva i satelliti di Giove, le fasi di Venere e i rilievi della Luna, il che sostiene il sistema di Copernico. Sostiene che la natura si legga attraverso l'esperienza e le dimostrazioni matematiche e che la Scrittura non debba decidere le questioni naturali; condannato dall'Inquisizione nel 1633, trascorre gli ultimi anni agli arresti domiciliari.
Le sue opere
Riferisce le prime osservazioni al telescopio: la Luna, le stelle, le lune di Giove.
Confronta in forma di dialogo il sistema tolemaico e quello copernicano.
Fonda la scienza del moto e della resistenza dei materiali.
Cosa ha scritto
« Nelle dispute di problemi naturali non si dovrebbe cominciare dalle autorità di luoghi delle Scritture, ma dalle sensate esperienze e dalle dimostrazioni necessarie. »
nelle dispute di problemi naturali non si dovrebbe cominciare dalle autorità di luoghi delle Scritture, ma dalle sensate esperienze e dalle dimostrazioni necessarie
« L'intenzione dello Spirito Santo essere d'insegnarci come si vadia al cielo, e non come vadia il cielo. »
l’intenzione dello Spirito Santo essere d’insegnarci come si vadia al cielo, e non come vadia il cielo
Posizioni
clicca su una riga per vedere la provaCattolico credente: la Scrittura e la natura procedono entrambe dal Verbo divino.
Galileo, Letter to the Grand Duchess Christina (1615)
Unisce l'osservazione e l'esperimento accurati al ragionamento matematico: il libro della natura è scritto in linguaggio matematico.
Galileo, The Assayer (1623)
Nella matematica pura l'intelletto umano può conoscere alcune verità con la stessa perfezione di Dio.
Galileo, Dialogue Concerning the Two Chief World Systems (1632)
La Scrittura insegna come si va al cielo, non come va il cielo; le due non possono davvero contraddirsi.
Galileo, Letter to the Grand Duchess Christina (1615)