Henri Bergson
L'atto libero scaturisce dalla nostra intera personalità: la durata vissuta non può essere ritagliata come lo spazio.
La sua vita
Henri Bergson (1859-1941) è stato un filosofo francese, professore al Collège de France e premio Nobel per la letteratura nel 1927. Distinse il tempo misurato, spazializzato, dalla «durata» vissuta, e ne trasse una filosofia della libertà, della memoria e della vita creatrice. È importante per le questioni del tempo, della mente e della libertà.
Le sue opere
Contrappone la durata vissuta al tempo spazializzato e fonda la libertà sull'intera personalità.
Studia il rapporto tra corpo e mente attraverso la percezione e la memoria.
Vede nell'evoluzione della vita uno slancio creatore che la sola intelligenza coglie male.
Cosa ha scritto
« La durata pura è la forma che assume la successione dei nostri stati di coscienza quando il nostro io si lascia vivere, quando si astiene dal separare lo stato presente dagli stati precedenti. »
« L'intelligenza rappresenta dunque all'attività soltanto mete da raggiungere, cioè punti di quiete. »
Posizioni
clicca su una riga per vedere la provaDio è la fonte dello slancio vitale creatore, conosciuto attraverso l'esperienza mistica, e non un creatore classico.
Bergson, Les Deux Sources de la morale et de la religion (1932)
L'intuizione coglie la durata e il reale dall'interno, ciò che l'intelligenza da sola non può raggiungere.
Bergson, Introduction à la métaphysique (1903)
Definisce Materia e memoria «francamente dualista» pur cercando di superare le difficoltà del dualismo; la memoria pura non è riducibile al cervello.
Bergson, Matière et mémoire (1896)
L'atto libero esprime l'intero io nella durata vissuta e non è prevedibile come un meccanismo.
Bergson, Essai sur les données immédiates de la conscience (1889)