Lucrèce
Gli atomi deviano leggermente per caso (il clinamen): è questo che rende libera la volontà.
La sua vita
Lucrezio (Tito Lucrezio Caro, 99 ca.-55 a.C.) fu un poeta romano. Il suo poema in sei libri, il De rerum natura, espone in versi la filosofia di Epicuro: il mondo è fatto di atomi e di vuoto, l'anima muore con il corpo, gli dèi non si curano di noi. Vi introduce la deviazione degli atomi (il clinamen) per salvare la libertà, e sostiene che la morte non è nulla per noi. Della sua vita si sa pochissimo.
Le sue opere
Un poema in sei libri: atomi, anima mortale, origine del mondo, e paura degli dèi e della morte vinta dalla conoscenza della natura.
Cosa ha scritto
« La morte, dunque, non è nulla per noi e non ci riguarda affatto, dal momento che la natura dell'animo è ritenuta mortale. »
Nil igitur mors est ad nos neque pertinet hilum, quandoquidem natura animi mortalis habetur.
« Se ogni movimento è sempre concatenato, se un movimento nuovo nasce sempre dal precedente in un ordine fisso, e se gli atomi, deviando, non producono un inizio di movimento che spezzi le leggi del fato… »
Denique si semper motu conectitur omnis et vetere exoritur motus novus ordine certo nec declinando faciunt primordia motus principium quoddam, quod fati foedera rumpat
Posizioni
clicca su una riga per vedere la provaGli dèi esistono ma vivono in pace, lontano dal mondo, che non hanno fatto e di cui non si curano.
Lucrèce, De rerum natura (vers 55 av. J.-C.), livres I, II et V
I sensi sono la prima fonte di verità; la ragione non può contraddirli.
Lucrèce, De rerum natura (vers 55 av. J.-C.), livre IV
La mente e l'anima sono fatte di atomi sottili e muoiono con il corpo.
Lucrèce, De rerum natura (vers 55 av. J.-C.), livre III
La deviazione degli atomi (clinamen) spezza la necessità rigorosa e rende possibile il libero arbitrio.
Lucrèce, De rerum natura (vers 55 av. J.-C.), livre II
Seguendo Epicuro, il bene è il piacere e l'assenza di dolore e di paura, che guidano ciò che dobbiamo fare.
Lucrèce, De rerum natura (vers 55 av. J.-C.)
La natura non è stata fatta per noi dagli dèi e la morte non è nulla per noi: nessun disegno ci è dato, ci resta da vivere nella serenità.
Lucrèce, De rerum natura (vers 55 av. J.-C.), livres III et V