Épicure
Rifiuta il destino dei filosofi naturalisti: alcune cose accadono per necessità, altre per caso, altre per nostra stessa azione.
La sua vita
Filosofo greco (Samo 341 – Atene 270 a.C.), fondatore ad Atene della scuola del Giardino. Insegnò che il bene è il piacere, inteso come assenza di dolore nel corpo e di turbamento nell'anima, e che la fisica atomistica ci libera dalla paura degli dèi e della morte. Dei suoi numerosi scritti restano soprattutto tre lettere e le Massime capitali, conservate da Diogene Laerzio (libro X), insieme a sentenze e frammenti.
Le sue opere
Un riassunto della sua etica: il piacere è il fine della vita felice, e la morte non è nulla per noi (data approssimativa).
Quaranta brevi sentenze sugli dèi, la morte, il piacere, la giustizia e l'amicizia (data approssimativa).
Un compendio della sua fisica: atomi e vuoto, e un mondo senza intervento divino (data approssimativa).
Cosa ha scritto
« La morte non è nulla per noi; infatti ciò che si è dissolto è privo di sensazione, e ciò che è privo di sensazione non è nulla per noi. »
Ὁ θάνατος οὐδὲν πρὸς ἡμᾶς· τὸ γὰρ διαλυθὲν ἀναισθητεῖ· τὸ δ’ ἀναισθητοῦν οὐδὲν πρὸς ἡμᾶς.
« Quando noi ci siamo, la morte non c'è; e quando c'è la morte, noi non ci siamo più. »
ὅταν μὲν ἡμεῖς ὦμεν, ὁ θάνατος οὐ πάρεστιν· ὅταν δ’ ὁ θάνατος παρῇ, τόθ’ ἡμεῖς οὐκ ἐσμέν.
« È in vista di questo che facciamo ogni cosa: non soffrire e non essere in preda alla paura. »
τούτου γὰρ χάριν πάντα πράττομεν, ὅπως μήτε ἀλγῶμεν μήτε ταρβῶμεν
Posizioni
clicca su una riga per vedere la provaGli dèi esistono ma vivono in una beata indifferenza; non premiano né puniscono, perciò non sono motivo di timore.
Epicurus, Letter to Menoeceus (c. 300 BC)
Le sensazioni sono il criterio di verità; chi rifiuta i sensi distrugge ogni criterio di giudizio.
Epicurus, Principal Doctrines (c. 300 BC)
L'anima è un corpo sottile diffuso nel corpo e si dissolve con la morte; esistono solo gli atomi e il vuoto.
Epicurus, Letter to Herodotus (c. 300 BC)
Alcune cose accadono per necessità, altre per caso, altre dipendono da noi; rifiuta il destino quale lo concepivano i filosofi naturalisti.
Epicurus, Letter to Menoeceus (c. 300 BC)
Il piacere, inteso come assenza di dolore e di turbamento, è il fine che rende buone le azioni.
Epicurus, Letter to Menoeceus (c. 300 BC)