DomandeDio esiste?La Provvidenza dopo Lisbona
Dio esiste?TeismoIl problema del male

La Provvidenza dopo Lisbona

Jean-Jacques Rousseau 1712 · 1778L'uomo nasce buono; è la società a corromperlo.
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Che cosa sostiene

Dunque il tutto è bene, e le sventure di una vita umana non sono l'ultima parola.

Perché

Un Dio perfetto, saggio, potente e giusto fa sì che il tutto sia bene, e rende l'anima immortale per compensare le sofferenze.

In breve

«La Provvidenza dopo Lisbona» è un argomento di Jean-Jacques Rousseau (Lettera a Voltaire, 18 agosto 1756) sulla domanda «Dio esiste?» (risposta: teismo). La sua tesi: Dunque il tutto è bene, e le sventure di una vita umana non sono l'ultima parola. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), la conclusione segue effettivamente dalle sue 4 premesse. AskPhilosophy presenta 5 obiezioni, 4 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.

Lettera a Voltaire, 18 agosto 1756
Valido

Il 1° novembre 1755 un terremoto distrugge Lisbona e uccide decine di migliaia di persone. Voltaire scrive un poema contro l'idea che «tutto è bene». Rousseau gli risponde. Non pretende di dimostrare che Dio esista: ammette che la ragione non decide. Mostra che, se si crede in Dio, si deve credere anche che il tutto sia bene e che le nostre sventure non siano l'ultima parola.

P1Dio esiste. Rousseau riconosce che la ragione non lo dimostra, ma lo crede con la stessa fermezza di qualunque altra verità.
P2Se Dio esiste, è perfetto, quindi saggio, potente e giusto.
P3Un Dio saggio e potente fa sì che il tutto sia bene. Ciò non significa che ognuno sia felice, ma che i mali particolari hanno il loro posto nel bene dell'insieme.
P4Un Dio giusto e potente rende l'anima immortale: allora una vita di trent'anni non è nulla, e le sue sofferenze possono essere compensate.
Dunque il tutto è bene, e le sventure di una vita umana non sono l'ultima parola.

clicca su una premessa per rifiutarla

Se accetti tutte le premesse, la logica ti obbliga ad accettare la conclusione. Il dibattito riguarda dunque le premesse.
Verificato da un solutore logico: è impossibile che tutte le premesse siano vere e la conclusione falsa.
L'argomento è valido e ogni premessa è indispensabile. Lo dice Rousseau stesso: «Se mi si concede la prima proposizione, non si scuoteranno mai quelle che seguono». Tutto il peso poggia dunque su P1, che egli ammette di non poter dimostrare. I critici prendono di mira anche P3: un Dio saggio e potente non dovrebbe forse impedire Lisbona?
Analogia. Vedi una sola scena di un lungo film: un personaggio soffre senza ragione. Se ti fidi del regista, pensi che la scena abbia un senso nell'insieme e che la storia non sia finita. Tutta la questione è: esiste un regista?

Obiezioni

5

Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.

Voltaire 1756 · attacca la premessa 3

Se esiste un Dio onnipotente, avrebbe potuto impedire tutti i nostri mali. Dire «tutto è bene» davanti ai morti di Lisbona significa insultare la loro sofferenza.

Rousseau risponde
Rousseau
Il male morale viene dall'uomo libero, che si è corrotto. E la maggior parte dei mali fisici è opera nostra: non fu la natura ad ammassare a Lisbona ventimila case di sei o sette piani. Se gli abitanti fossero stati più dispersi, il disastro sarebbe stato molto minore.
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Voltaire dice che «tutto è bene» insulta le vittime; Rousseau risponde che il male morale viene dall'uomo, che molti mali fisici sono opera nostra, e sostiene che «il tutto è bene». Voltaire rimandò la discussione a più tardi (lettera del 12 settembre 1756). Il disaccordo di fondo: si può parlare del bene del tutto di fronte alla sofferenza di ciascuno? Punto aperto.
Obiezione anticipata da Rousseau attacca la premessa 1

Tutto poggia sull'esistenza di Dio, e la ragione non la dimostra. L'argomento convincerà soltanto chi già crede.

Rousseau risponde
Rousseau
Rousseau lo concede: per lui è una prova di sentimento, che non può diventare una dimostrazione per un non credente. Ma il non credente non deve nemmeno attaccare le conseguenze senza attaccare il principio: il vero dibattito riguarda Dio, non Lisbona.
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Rousseau lo concede: non è una dimostrazione, ma una convinzione di sentimento. Il disaccordo riguarda ciò che ci si aspetta da un argomento: mostrare che una credenza è coerente, o convincere chi non la condivide? La discussione si sposta sull'esistenza stessa di Dio (vedi gli argomenti su Dio).
Voltaire, Candido 1759 · attacca la conclusione

Sul momento, Voltaire rispose in poche righe che lasciava da parte simili discussioni. Rousseau dirà più tardi, nelle Confessioni, che la vera risposta era un romanzo: nel Candido, il filosofo Pangloss ripete che «tutto va per il meglio» mentre le catastrofi si susseguono, tra cui il terremoto di Lisbona. L'ottimismo diventa ridicolo di fronte alla sventura reale. Rousseau dice di non aver mai letto il Candido.

senza risposta
Non abbiamo ancora individuato una risposta diretta di Rousseau nei suoi testi.
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Il Candido è una satira più che un argomento a sé stante: la sua idea di fondo, che la sventura reale rende ridicolo l'ottimismo, è ripresa nei fili di Voltaire e di Ivan Karamazov. Rousseau, che dice di non aver letto il Candido, non gli ha risposto.
Hume 1779 · attacca la premessa 3

Il vecchio dilemma di Epicuro: se Dio vuole impedire il male ma non può, non è onnipotente; se può ma non vuole, non è buono; se vuole e può, da dove viene il male?

Rousseau risponde
Nessuna risposta possibile: obiezione formulata nel 1779, dopo la morte dell'autore (1778).
Alvin Plantinga 1974
Plantinga non difende il «tutto è bene» di Rousseau, ma risponde al dilemma: sostiene che il male non contraddice un Dio onnipotente e perfettamente buono. A suo avviso, può darsi che ogni persona che Dio potrebbe creare commetta il male almeno una volta: Dio allora non avrebbe potuto creare esseri liberi senza male, il che resta compatibile con un mondo molto buono. Il filo completo si trova nell'argomento del problema del male di Hume.
vedi l'argomento
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Il dilemma di Epicuro è discusso in dettaglio nell'argomento del problema del male di Hume. Molti filosofi, anche atei, ritengono che la difesa di Plantinga elimini la contraddizione logica tra Dio e il male; oggi il dibattito riguarda soprattutto la probabilità del male rispetto all'esistenza di Dio e il male naturale. Punto aperto.
D
Dostoevskij (Ivan Karamazov) 1880 · attacca la premessa 3

Anche se il tutto è bene, anche se alla fine tutto si sistema, quell'armonia non vale le lacrime di un solo bambino torturato. Ivan rifiuta di entrare in un bene dell'insieme pagato con la sofferenza degli innocenti: «restituisce il biglietto». Il personaggio di Dostoevskij prende di mira esattamente l'idea che «tutto è bene per il tutto».

Rousseau risponde
sintesi: il suo testo non è ancora nel nostro corpus
Nessuna risposta possibile: obiezione formulata nel 1880, dopo la morte dell'autore (1778).
Marilyn McCord Adams 1989
Adams, credente, non difende il «tutto è bene per il tutto»: accetta l'esigenza di Ivan, un bene dell'insieme non basta a giustificare la sofferenza di una persona. Sostiene che Dio deve essere buono verso ogni persona, facendo in modo che anche i mali più atroci siano superati all'interno della sua stessa vita, attraverso una relazione intima con lui, così che questa vita sia nel complesso un grande bene per lei (Mali atroci e bontà di Dio, 1989).
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Ivan rifiuta che il bene del tutto giustifichi la sofferenza di un bambino; Adams accetta questa esigenza, abbandona la risposta basata sul bene del tutto e chiede che Dio sia buono verso ogni persona. La sua risposta poggia su una vita oltre la morte, che i suoi oppositori rifiutano di ammettere senza prove. Anche Rousseau è legato all'immortalità dell'anima (P4). Punto aperto: nessuna risposta largamente accettata.