Hilary Putnam
Uno stesso stato mentale può essere realizzato da cervelli molto diversi: la mente è una funzione, non una materia.
La sua vita
Hilary Putnam (1926-2016), nato a Chicago, ha insegnato soprattutto a Harvard. Negli anni Sessanta ha proposto il funzionalismo (uno stato mentale è definito dal suo ruolo, non dalla sua materia), criticandolo poi; ha quindi difeso un «realismo interno» e ha rifiutato una netta separazione tra fatti e valori. È importante per le questioni riguardanti la mente, la verità e le macchine.
Le sue opere
Raccolta di saggi sul significato, il riferimento e la mente, tra cui «The Meaning of “Meaning”».
Presenta il realismo interno: la verità dipende da uno schema concettuale senza essere arbitraria.
Sostiene che fatti e valori sono intrecciati.
Cosa ha scritto
« Ciò a cui «acqua» si riferisce dipende dalla natura effettiva dei campioni paradigmatici, e non soltanto da ciò che abbiamo in testa. »
« Nessuna persona sana di mente dovrebbe credere che una cosa sia «soggettiva» semplicemente perché non può essere decisa al di là di ogni controversia. »
Posizioni
clicca su una riga per vedere la provaÈ un fallibilista: ogni credenza, anche scientifica, può essere rivista, ma rifiuta lo scetticismo generalizzato.
Putnam, Reason, Truth and History (1981)
Ha proposto il funzionalismo (la mente è ciò che fa il cervello, non ciò di cui è fatto), per poi rifiutarlo alla fine degli anni Ottanta senza diventare dualista.
Putnam, Representation and Reality (1988)
Nega che fatti e valori siano due ambiti separati: i giudizi di valore possono essere ragionevoli e meglio o peggio fondati.
Putnam, The Collapse of the Fact/Value Dichotomy (2002)