Che cos'è la felicità? I filosofi danno 5 risposte principali: la virtù e la saggezza, il piacere, in dio, una questione sociale e nessuna felicità duratura. AskPhilosophy presenta 29 argomenti, da Laozi a Robert Nozick, ricostruiti passo per passo, controllati dalla logica e verificati parola per parola sui testi originali.
Le 5 risposte possibili
Ogni colonna è un modo di rispondere alla domanda: ciò che sostiene e i filosofi che la difendono. Clicca su una colonna per vedere solo i suoi argomenti.
La felicità nasce dal vivere bene: esercitare le proprie qualità, padroneggiare i propri giudizi.
Aristotele, Laozi, Cicerone, Marco Aurelio…
La felicità è il piacere e l'assenza di dolore, scelti con saggezza.
Erasmo, Aristippe de Cyrène, Épicure, Julien Offray de La Mettrie…
La vera felicità si trova solo nell'unione con Dio.
Agostino d'Ippona, Tommaso d'Aquino, Blaise Pascal, Al-Ghazali…
Nessuno è felice da solo: dipende dalle condizioni di vita e di lavoro.
Aristotele, Karl Marx, Richard Easterlin, Émile Durkheim
Il desiderio rinasce senza posa: la vita oscilla dalla sofferenza alla noia.
Immanuel Kant, Arthur Schopenhauer, Sigmund Freud, John Stuart Mill
Gli argomenti
Clicca su un argomento per vederlo passo per passo, con le obiezioni e le risposte.
La virtù e la saggezza
La felicità nasce dal vivere bene: esercitare le proprie qualità, padroneggiare i propri giudizi.
11 argomentiLa felicità e la funzione dell'uomo
Il bene di ogni cosa consiste nell'adempiere bene la propria funzione, e quella dell'essere umano è agire secondo ragione, con eccellenza.
L'acqua: il debole vince il forte
Ciò che è flessibile va con la vita, ciò che è rigido con la morte, e l'acqua, la più debole delle cose, la spunta sul più duro.
Felici anche sotto tortura?
La felicità richiede un bene che non si può perdere, e solo la virtù lo è, perché non dipende che da noi.
Solo il tuo giudizio può nuocerti
Ciò che non dipende da noi non rende peggiore nessuno; solo il nostro giudizio, che dipende da noi, ci turba.
La serenità attraverso la misura (euthymia)
La felicità è uno stato d'animo calmo che la mancanza e l'eccesso sconvolgono: vi si arriva con pochi affari e piaceri moderati.
La vita felice segue la natura, dunque la virtù
La natura dell'uomo è essere razionale: vivere secondo ragione e virtù basta alla felicità, mentre il piacere viene in più.
Le quattro nobili verità
La sofferenza nasce dalla sete di ciò che ci manca o di ciò che passa; la si fa cessare spegnendo questa sete con una vita retta.
Non volere che ciò che dipende da te
Ciò che non dipende da noi può sempre esserci tolto; considerare nostro solo ciò che è davvero nostro significa non essere più ostacolati.
La macchina dell'esperienza: la felicità non è solo piacere
Molti rifiuterebbero di collegarsi a una macchina del piacere: vogliono fare delle cose ed essere qualcuno, non solo sentire di averlo fatto.
Vivere secondo natura con quasi nulla: la felicità sta nella virtù esercitata, non nei bisogni
Le convenzioni ci fanno desiderare il superfluo e ci rendono dipendenti; la natura chiede poco, e l'addestramento insegna a vivere di poco.
Il mendicante al sole: la ricchezza non dà la pace
L'ambizioso si consuma per un riposo che la ricchezza non dà; quanto all'agio del corpo e alla pace dell'animo, tutti i ranghi si equivalgono quasi.
Il piacere
La felicità è il piacere e l'assenza di dolore, scelti con saggezza.
5 argomentiUn po' di follia per essere felici
Senza un po' di illusione non dura né un'amicizia né un matrimonio: la verità nuda rovina spesso il piacere di vivere.
L'unico bene è il piacere del momento; la felicità non ne è che la somma
Fin dall'infanzia cerchiamo il piacere per se stesso, senza cercare altro una volta che lo abbiamo: è dunque il fine.
Il piacere è il fine della vita, a condizione di selezionare i propri desideri
Ogni essere vivente si volge spontaneamente al piacere: è dunque il primo bene, ma ogni desiderio va giudicato dalle sue conseguenze.
La felicità è un piacere duraturo, senza rimorsi
La felicità è una sensazione piacevole che dura, e il rimorso non è che una vecchia abitudine inutile: meglio godere senza soffrirne.
Niente è buono in sé, tranne una coscienza desiderabile
Una cosa priva di coscienza non vale nulla in sé: tutto ciò che diciamo buono lo è per la vita cosciente e felice che procura.
In Dio
La vera felicità si trova solo nell'unione con Dio.
5 argomentiIl cuore inquieto
Tutti i beni di questa vita possono andare perduti contro la nostra volontà; solo un bene eterno non si perde, e il nostro desiderio di felicità non è vano.
La felicità perfetta è vedere Dio
Nessun bene creato appaga pienamente il desiderio, e l'intelletto trova riposo solo quando conosce l'essenza stessa di Dio.
Il divertimento: fuggire la propria miseria, cercare Dio
Soli con noi stessi vediamo la nostra condizione debole e mortale; il divertimento ce la nasconde senza guarirla.
L'alchimia della felicità: conoscere e amare Dio
Ogni facoltà trova il proprio piacere nel proprio oggetto; quella dell'anima è conoscere, e il suo oggetto più alto è Dio, da cui il suo piacere più grande.
I falsi beni e la vera felicità: Dio
Ricchezza, onori, potere, gloria e piacere offrono ciascuno solo un frammento di felicità, mai il tutto: il bene perfetto è altrove.
Una questione sociale
Nessuno è felice da solo: dipende dalle condizioni di vita e di lavoro.
4 argomentiL'uomo è un animale politico: non si può essere felici da soli
La felicità basta a se stessa e, per un essere fatto per vivere con gli altri, ciò include i familiari, gli amici e i concittadini.
Il lavoro estraniato
Ciò che fa l'essere umano è l'attività libera e cosciente; il lavoro salariato è forzato e appartiene a un altro.
Il paradosso di Easterlin: il denaro rende felici, ma la crescita no
I ricchi sono più felici dei poveri, ma quando un intero paese si arricchisce nessuno si sente più in alto: ci confrontiamo con gli altri.
Senza un limite fissato dalla società, il desiderio non ha fine: è l'anomia
Si è felici solo se i propri desideri sono commisurati ai propri mezzi, e l'individuo da solo non ha nulla con cui fissare questa misura.
Nessuna felicità duratura
Il desiderio rinasce senza posa: la vita oscilla dalla sofferenza alla noia.
4 argomentiLa felicità, un ideale dell'immaginazione
La felicità esige un tutto assoluto, ma i suoi elementi provengono dall'esperienza: nessuno sa dire con precisione che cosa voglia.
Il pendolo: dalla sofferenza alla noia
Oscilliamo tra il desiderio che fa soffrire e la noia una volta appagati, e la contemplazione dura solo un istante.
La felicità non rientra nel piano della Creazione
Si gode intensamente solo per contrasto, dunque solo a tratti, mentre l'infelicità ci minaccia incessantemente da tre lati.
Il paradosso dell'edonismo: per essere felici, non puntare alla felicità
Chiedersi di continuo «sono felice?» basta a smettere di esserlo; la felicità si trova puntando a qualcos'altro.
Le posizioni degli altri filosofi arriveranno man mano che le schede verranno completate. Nessuna posizione viene presentata come vincente.